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Alzi la mano chi di voi non ha mai sentito parlare del tonno. Molti lo avranno mangiato, altri si saranno limitati a tentare di romperlo con un grissino e forse, dopo svariati tentativi, a riuscirci.
Ma cosa sappiamo in realtà di quello che, a tutti gli effetti, appare come un alimento da consumare senza particolari controindicazioni?

Recentemente il professor Costner, che accantonata la carriera da attore ha intrapreso con successo quella di divulgatore scientifico, ha portato a termine un lungo percorso di ricerca che lo ha visto in giro per mezzo mondo allo scopo di risolvere finalmente un mistero che da decenni sta condizionando le vite e le carriere di centinaia di studiosi: il tonno è varamente solo un alimento o c’è dell’altro?

Mitocondri

Isotopi mitocondriali

Nel lontano 1949 un gruppo di lavoro della Stanford University in California, grazie all’utilizzo di uno spettrografo di massa modificato, identificò per la prima volta alcuni isotopi mitocondriali all’interno delle fibre muscolari di un grosso tonno catturato in prossimità dell’isola Gotland nel Mar Baltico.
L’importante notizia non venne però mai diffusa dalla stampa a causa delle pressioni esercitate da FBI e servizi segreti americani e canadesi, ufficialmente alo scopo di evitare fenomeni di isteria di massa, in realtà per le note vicende venute alla luce del 2008 relative alle misteriose attività presso l’Area 51 nel deserto del nevada.

Richard Falton, all’epoca direttore del Washington Post, ricorda ciò che accadde la mattina del 19 ottobre 1949:
“Come tutte le mattine ero uscito di casa all’alba per recarmi al giornale quando, all’altezza della base aerea di Andrews, fui superato a grande velocità da quattro auto scure. Sul momento non diedi molta importanza alla cosa ma poi, una volta arrivato, vidi quelle stesse auto parcheggiate su una strada laterale. Quando le porte dell’ascensore si aprirono al diciottesimo piano trovai di fronte a me sette agenti federali che, senza mezzi termini, mi intimarono di fermare le rotative. Io risposi che ormai era troppo tardi per farlo e che le copie dei giornali erano già state caricate sui furgoni per le consegne. Così, mentre due di loro rimasero nel mio ufficio gli altri uscirono di corsa e un paio d’ore più tardi venni a sapere che tutti i furgoni erano stati intercettati e fermati. Quello fu l’unico giorno in cui il giornale non arrivò alle edicole”

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Esemplare di tonno pinna gialla

Trascorsero quasi sessanta anni prima che il mondo venisse informato di quella sconvolgente scoperta. Appena due giorni prima di essere trovato morto in una vecchia abitazione nei sobborghi londinesi Franco Costner, padre di Kevin, riuscì infatti a registrare un video e a farlo recapitare al figlio che lo condivise poi su Facebook e Google+.
L’incredibile scoperta del tonno all’olio d’oliva divenne così di dominio pubblico, come del resto le origini misteriose di questo alimento. Non si trattava infatti di un pesce vero e proprio ma era frutto di un complicato processo di estrazione molecolare che consisteva nel togliere dalle confezioni di insalatissime tutti i condimenti e tutti i tipi di verdura. Ciò che restava veniva poi ricomposto chirurgicamente e modellato secondo una forma ben precisa che ricordava il mitologico “pinna gialla” più volte citato nell’Odissea. Successivamente questa sorta di creatura prendeva vita una volta sottoposta a scariche di energia galvanica.

Ciò che oggi sappiamo del tonno è probabilmente ancora una minima parte di ciò che è in realtà ma, grazie agli sforzi del professor Costner e alle sue indagini sulle confezioni di insalatissime, è molto probabile che entro il prossimo decennio possa essere fatta finalmente completa chiarezza su questo mistero, rimasto insabbiato per anni sotto una coltre di disinformazione e depistaggi da parte dell’intelligence americana.

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