web analytics

Sotto il palmo della mano il calore della vecchia stufa di terracotta stava lentamente scemando mentre fuori la neve continuava a cadere incessantemente dalla sera prima. La temperatura adesso era quella giusta  così la mamma del piccolo Tommaso andò in cucina, e dopo aver preso il coltello a seghetta dal cassetto della credenza, iniziò a tagliare una grossa fetta del pandoro che aveva preso al supermercato quel pomeriggio.
Avrebbe voluto comprarne uno artigianale alla pasticceria del paese ma costava troppo e lei non poteva permetterselo. Da quando suo marito li aveva abbandonati i soldi non sempre bastavano ad arrivare alla fine del mese: crisi dei subprime, austerità, legge di stabilità, e poi quei nomi di tasse che si somigliavano un po’ tutti. Per lei tutto questo significava solo dover fare enormi sacrifici per permettere a Tommy di crescere felice come dovrebbe essere ogni bambino.
Il “tac” del coltello sul vecchio tavolo di legno la ridestò da quei pensieri che la assillavano ogni maledetto giorno.
Prese la fetta di pandoro e la portò in salotto.
«Dopo ne taglio una anche per te, intanto prendi questa e appoggiala sul piattino sopra la stufa così il calore la farà diventare ancora più buona. Quando stanotte arriverà Babbo Natale sarà sicuramente  stanco ed affamato ma se vedrà questa bella fetta di pandoro della quale è ghiotto forse ti lascerà uno splendido regalo!»
Mentre pronunciava quelle parole aveva gli occhi lucidi perchè sapeva che quella notte Babbo Natale da loro non sarebbe venuto.
Appena Tommaso finì di mangiare la sua fetta lo prese in braccio e lo accompagnò nella sua cameretta e dopo avergli rimboccato le coperte gli passò la mano sulla guancia e andò a distendersi sul letto. Avrebbe passato la notte sveglia, pensando cosa poter dire a suo figlio quando la mattina seguente sarebbe corso in salotto ma non avrebbe trovato nessun regalo ad aspettarlo.
Alla fine i suoi occhi malinconici si chiusero e si addormentò.
Era notte fonda quando un rumore spaventoso la svegliò di colpo.
«Il terremoto! »
Si alzò di scatto e corse subito verso la cameretta ma il lettino era vuoto.
«Tommy dove sei!?» gridò mentre spalancava la porta del salotto.
«Sono qui mamma, vieni a vedere!»
Appena varcata la soglia scrutò la stanza e vide, attraverso la finestra della quale era rimasto solo il controtelaio, un anziano panciuto con un vestito rosso che, zoppicando vistosamente, stava cercando di raggiungere un’enorme slitta ferma sul prato innevato lungo il viale.
Poi, richiamata da Tommaso, si voltò e vide ciò che rimaneva della vecchia stufa. Era completamente distrutta, i frammenti di coccio decorati erano sparsi su quasi tutto il pavimento e sul solaio del tetto c’era un enorme buco dal quale stavano entrando grandi fiocchi di neve.
«Maledizione, per una volta che decide di farsi vivo quel grassone incosciente proprio dal tubo della stufa doveva cercare di entrare?»
«Mamma non arrabbiarti con lui, era Babbo Natale guarda cosa ci ha lasciato!»
Guardò a terra e sul piattino, miracolosamente intatto, non c’era più la fetta di pandoro. Luccicante e splendente c’era la cosa più bella che avesse mai visto: un enorme panda d’oro, alto almeno un metro e mezzo. Non aveva idea di quanto potesse pesare ma di certo ne avrebbe ricavato quanto bastava per vivere tranquilla almeno una decina di anni.
Prese il figlio in braccio, se lo strinse forte al petto e iniziò a piangere. Quella era la cosa più bella che gli fosse accaduta da tanto, troppo tempo.
All’improvviso però un nuovo fortissimo rumore la fece sobbalzare.
Si voltò verso la parete che dava sul viale ma non c’era più. Al suo posto solo un cumulo di macerie e travi pericolanti che a stento continuavano a sorreggere una parte del tetto e dalle quali si riusciva a intravedere un enorme animale che tentava goffamente di arrampicarsi sull’eucalipto del giardino di fronte.
Un panda dorato, non un panda d’oro, ecco cos’era!
Presa dallo sconforto posò Tommy sulla vecchia poltrona, imbiancata dalla polvere e dai primi fiocchi di neve, e dopo aver chiuso la mano sferrò un pugno pieno di rabbia sul pavimento. Il vecchio tavolato di abete ormai consumato dagli anni non resse all’impatto e una voragine larga quanto mezzo salotto si aprì sotto di lei facendola sprofondare per quasi due metri.
Mentre era lì sotto, distrutta dalla rabbia e dal dolore, un umido foglio di giornale a fatica sospinto dal vento entrò dal tetto e finì sul suo viso rigato dalle lacrime.
Su quella che era probabilmente una delle pagine economiche del giornale locale campeggiava in grassetto, divenuto ormai appena leggibile, un breve trafiletto che catturò la sua attenzione.
Nuova linfa da parte del governo per il mercato immobiliare: ristrutturazioni gratuite per tutte le abitazioni di proprietà di nuclei familiari composti da almeno tre persone”.
Non ci mise molto a capire cosa significava così si sollevò a stento da quel buco, uscì fuori e affrettò il passo per raggiungere Babbo Natale, che con la gamba fratturata stava ancora arrancando sul gradino di legno della slitta, e gli gridò con tutta la forza che aveva in corpo:
«Hei tu, dove credi di andare dopo tutto il casino che hai fatto? Domattina verrai dal sindaco insieme a me e ci sposeremo, poi finito di riparare la casa potrai tornartene con le tue renne e la tua dannata slitta da dove sei venuto!»
Ma Babbo Natale non riuscì a sentire fino alla fine quelle parole. Cianotico, con la mollica di pandoro che gli ostruiva la laringe, si accasciò di colpo a terra schiacciando sotto di sé il panda, che stava sonnecchiando con un rametto di eucalipto che gli spuntava da un angolo della bocca, del tutto ignaro che da quella pennichella non si sarebbe più svegliato.
Una casa diroccata, un uomo e un nobile animale morti in maniera assurda, e un futuro nero di fronte a se che si scontrava in maniera drammaticamente netta con quell’atmosfera di magia che solo una bianca notte di Natale può regalare.
Mentre sua madre se ne stava immobile, in piedi in mezzo al giardino con lo sguardo perso nel vuoto, Tommy scese dalla poltrona, raccolse un pezzo di mattone e iniziò a scrivere sull’unica parete di casa rimasta in piedi:
Babbo Natale esiste, ma non preparategli mai una fetta di pandoro, perché altrimenti può darsi che venga davvero e allora saranno cavoli amari!”   

(Letture totali 35 , Letture oggi 1 )
Condividi
  • 2
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    2
    Shares

Commenta questo post

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.