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«Non farà giorno oggi, farà giorno domani»
Il suo amico Sandro glielo aveva ripetuto per ben due volte, semi nascosto dalle cassette di asparagi che stava impilando nell’atrio del mercato ortofrutticolo.
Non era la prima volta che si lasciava andare a simili esternazioni, ormai ci aveva fatto l’abitudine. Questa volta però quella frase sembrava avere un senso e poi, come voleva la tradizione rurale cinese, parlare attraverso gli asparagi rendeva plausibile e veritiera qualsiasi cosa venisse detta.
Così, dopo aver salutato Sandro, si mise a tracolla la carabina che aveva lucidato il giorno prima e salì sul termosifonemonopattino deciso a raggiungere il luna park prima che chiudesse. Durante il tragitto continuava a ripensare a quelle parole cercando di capire quale significato potessero avere. Assorto nei suoi pensieri, mentre stava passando di fronte all’emporio delle tartarughe, non si accorse del termosifone divelto che giaceva proprio in mezzo al marciapiede. Purtroppo non riuscì evitare l’impatto e cadde rovinosamente a terra proprio a pochi centimetri dalle rovine della vecchia stazione.
«Dannazione, ancora un maledetto termosifone, è il quarto su cui vado a sbattere questa settimana!» Prese il colbacco che teneva sulla testa e se lo assicurò attorno al taglio sul polpaccio con la cinghia dei pantaloni.
«Fanculo, una cicatrice in più a questo punto non significa più nulla, la mia carriera di modello è finita ormai da anni»
Tentò di risalire sul monopattino ma la sua attenzione fu catturata dal trasformatore elettrico a media tensione che emergeva dalla macerie. Avrebbe giurato che lo stesse osservando.
«Dove diavolo sono finito, cosa mi sta succedendo, sono forse impazzito?»
«Va tutto bene, tu non sei pazzo»
«Chi ha parlato, dove sei fatti vedere!»
«Sono qui sotto, sono vicino a te»
Abbassò gli occhi verso il monopattino e si rese conto che era stato proprio lui a parlare.
«Tu? Come fai a parlare, chi ti ha insegnato a farlo?»
«Questo non ha nessuna importanza, ciò che importa è quello che sto per dirti e che già ti ha detto Sandro: non farà giorno oggi, farà giorno domani»
«Anche tu con questa storia, ma cosa significa?»
«Guarda l’orologio che hai al polso e dimmi che ora segna»
«Sono le ventidue e quarantasei, ma cosa c’entra adesso?»
«Te lo ripeto, non farà giorno oggi, farà giorno domani!»

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