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La suola in gomma delle scarpe da ginnastica non faceva quasi alcun rumore calpestando i sampietrini del marciapiede inumiditi dalla nebbia. La giornata di lavoro era finalmente giunta al termine e non vedeva l’ora di tornare a casa per vedere se i cuccioli di armadillo avevano finito di fare i compiti. Poco avanti a lui, confusa tra l’alone color arancio delle lampade al sodio, intravide una luce rossa a circa settanta centimetri da terra. Si trattava di quella sinistra. La sua compagna era invece fulminata all’altra estremità del vano motore. Era così da giorni, possibile che l’autista della linea E014 ancora non se ne fosse accorto?
Distratto da quel soffuso bagliore rosso non si accorse di quella piccola calcolatrice appoggiata al vecchio muro in mattoni sul display della quale una coppia di sette seguiva un due e un quattro. 2284302971_90687d6c83Camminando di fianco all’autobus vide scendere una coppia di gipeti, probabilmente due maschi, che dopo aver fatto qualche saltello presero la rincorsa e si levarono in volo per raggiungere il nido prima che fosse completamente buio. Quando fu all’altezza della porta si voltò verso l’autista deciso a richiamare la sua attenzione sul fanale fulminato ma al posto di guida non c’era Nessuno. «Hei Nessuno dove ti sei nascosto?» Non ricevette alcuna risposta. «Sono io, Tutti!» Nel frattempo venne affiancato da un passante che gli sussurrò all’orecchio «O Tutti o Nessuno» A quel punto si rese incredibilmente conto che lui e Nessuno, pur conoscendosi da anni, non erano mai stati contemporaneamente nello stesso posto. Seppur sconvolto da quell’amara considerazione non si fece prendere dal panico e raccolse la moneta da 2 euro che luccicava accanto al bordo del marciapiede. La osservò con attenzione cercando di capire perché il bordo fosse così consumato, era pur sempre metallo, come mai era ridotto in quelle condizioni? All’improvviso un uovo di piccione scivolò dalla grondaia e cadde vicino ai suoi piedi sfiorandogli la spalla destra facendolo riemergere dalle sue elucubrazioni. Velocemente si voltò, come spinto da una forza misteriosa, e tornò indietro di una decina di metri ignorando il piccolo rospo che lo stava osservando da qualche minuto, mollemente appoggiato alla fioriera di gladioli. Si piegò e raccolse la calcolatrice, poi osservò con attenzione il display spento. Se solo lo avesse notato prima avrebbe potuto leggere quella serie di quattro cifre, ma ormai era troppo tardi per fare qualsiasi cosa, non avrebbe più potuto aiutarlo Nessuno.

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