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Due ricercatori dell’università di Otirurp, l’entomologo Ingo Helsteg e il biologo Franz Makkod, hanno condotto negli ultimi 8 anni studi approfonditi riguardo il ciclo vitale di  quelle che, almeno fino ad oggi, erano conosciute col nome di zanzare, vero flagello estivo per molte persone.
Ciò che è emerso dalle loro ricerche è incredibile. Tali insetti infatti, anche se alla luce dei fatti non possiamo più considerarli tali, non si comportano come farebbero esseri viventi dotati di una propria identià biologica, e le loro azioni non sembrano essere figlie di reali necessità come sarebbe logico che fosse.
zanzaraQuando ho tentato di stimolare il loro sistema nervoso mediante microonde a bassa frequenza non ho notato nessuna alterazione e questo, per qualsiasi organismo vivente, è assolutamente impossibile” afferma Makkod, “per questo insieme al dott. Helsteg abbiamo iniziato ad indagare in maniera molto più approfondita”.
La teoria formulata da Franz Makkod appare sconvolgente: le zanzare non sono altro che gameti prodotti dal corpo di un particolare tipo di chirottero, il Desmodus Rotundus, meglio conosciuto come pipistrello vampiro.

Quando Franz mi ha sottoposto la sua teoria ammetto che stavo per ridergli in faccia”, confida il dott. Helsteg, “poi però quando sono andato a confrontare il dna delle pseudo-zanzare con quello del pipistrello vampiro non ho potuto far altro che ammettere che aveva ragione”.
Il fatto però che tali gameti possano spostarsi in aria e pungere la nostra pelle senza che essi dispongano di un proprio sistema nervoso sembra però difficile da credere. Ed inoltre, quale sarebbe lo scopo di tutto questo? A quanto pare cenni di misteriose entità rilasciate dal pipistrello vampiro si trovano anche su alcune pergamene rinvenute all’interno di un abbazia ortodossa nei pressi di Zongudalk, sulla riviera meridionale del mar Nero, ed in alcuni manuali alchimisti del XII secolo.

desmundus rotundusAnalizzando tali documenti per integrare le conoscenze acquisite in questi anni di ricerche” ci spiega il dottor Makkod, “siamo giunti alla più ovvia delle conclusioni: mentre molto tempo fa il Desmundus Rotundus poteva procacciarsi il cibo, ovvero il sangue, con molta più facilità, al giorno d’oggi attaccare una persona per tale scopo risulterebbe molto più complicato a causa dell’inquinamento luminoso che caratterizza gli insediamenti umani. Per tale motivo il pipistrello vampiro ha dovuto adattarsi al nuovo ambiente escogitando un sistema infallibile: esso rilascia questa sorta di gameti pluricellulari che, pilotati mediante gli ultrasuoni emessi, vengono indirizzati verso gli obiettivi, ovvero le persone, allo scopo di prelevarne piccole quantità di sangue. Successivamente il pipistrello ingerisce queste entità per assimilare il sangue da esse estratto”.

Grazie a questa eccezionale scoperta Helsteg e Makkod potrebbero aver finalmente dato un indirizzo chiaro e preciso per combattere la causa di uno dei principali disagi del trascorrere la vita all’aria aperta, ma non solo. Altri ricercatori si stanno muovendo per approfondire tali meccanismi e verificare se sia possibile applicare tali nuove conoscenze nel tentativo di risolvere un’altro grande dilemma: Dracula è esistito veramente?

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