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Era una splendida mattina di tarda primavera e il sole splendeva ormai alto nel cielo così, dopo essersi lavata ed aver fatto colazione, Cappuccetto Rosso salutò la nonna ed aprì la porta per uscire. Una rapida occhiata per verificare se ci fosse il lupo ad aspettarla e poi partì trotterellando come trentatrè trentini, non per entrare a Trento come tutto lascerebbe supporre, ma per recarsi dalla sua migliore amica, La Bella. cappuccetto_rosso
«Spero che non si sia addormentata nel bosco come tutte le altre volte» mormorò tra se e se proprio mentre un enorme san bernardo saltò fuori da un cespuglio e iniziò a farle le feste.
«Ciao Nebbia sei sempre più grosso! Heidi è su alla baita col nonno?
«Woh Woh!» rispose Nebbia, che nella lingua dei cani significa “Certamente Cappuccetto Rosso, Heidi è con il nonno a preparare dell’ottimo formaggio di capra, anzi se vuoi quando sarà pronto potrai venire ad assaggiarlo, magari accompagnato da un rosso corposo e ben strutturato”

nebbiaOgni volta Cappuccetto Rosso rimaneva stupefatta della capacità di sintesi che contraddistingue il linguaggio canino.
Ad un certo punto vide arrivare di corsa Goldrake che appena la vide, e senza nemmeno salutarla, le chiese «Hai mica visto quella sgualdrina di mia moglie?»

«Mi dispiace ma oggi non l’ho vista, e comunque potresti anche dirmi ciao» ma Goldrake aveva già ricominciato a correre. Lui, Mazinga, Daltanious, perfino Daitarn sempre così solare ed affabile. “Possibile che i robot fossero tutti cornuti?” pensò Cappuccetto Rosso “Probabilmente essendo sempre impegnati a difendere la terra avranno poco tempo da dedicare alle mogli che così si trovano costrette a cercare alternative per soddisfare le proprie necessità sessuali”

t_Goldrake_Ufo_robot_gallery_022Il tempo di scacciare via il pensiero di due robot che stanno copulando che arrivò al bosco dove abitava La Bella. Iniziò a camminare più lentamente per cercare di non inciampare nelle radici quando all’improvviso cominciò a trovare delle briciole di pane. «Cosa ci fanno per terra tutte queste briciole? Meglio raccoglierle così quando torno a casa le darò da mangiare a Woody Woodpecker e magari per una volta la smetterà di bucherellare tutti i mobili della nonna!»
Aveva già riempito entrambe le tasche del vestito quando davanti a sé intravide Pollicino. Adesso si spiegava tutto.
«Hei tu, ma non ti sei stancato di farti fregare?»
«Ciao Cappuccetto Rosso, cosa vuoi dire, chi mi ha fregato?»
«Ti hanno venduto ancora una volta un sacchetto di pangrattato bucato, così quando arrivi a casa e ti accorgi che è vuoto devi ripartire per comprarne un altro!»
pollicino«Quel dannato droghiere, ne sa una più del diavolo! Adesso torno in bottega e gli darò un paio di calci nel sedere con gli stivali delle sette leghe! Ciao Cappuccetto!»
La casa della Bella era ormai vicina e siccome era un po’ in anticipo pensò di passare da Hansel e Gretel per aiutarli a finire di mangiare il marzapane del garage.
Quando arrivò notò con delusione che non era rimasto nemmeno un pezzetto.

«Belli amici che siete, lo avete finito tutto da soli, non me ne avete lasciato nemmeno una briciola!»
«Zitta, non farti sentire da Pollicino! Comunque se vuoi puoi prendere qualche tegola di cioccolato dal tetto!»
“Meglio di niente” pensò, così si arrampicò sulla grondaia di torrone e prese qualche tegola. “Un paio le mangerò adesso, una la porterò alla nonna e altre due sono per Banderas, l’altro giorno al forno mi ha detto che voleva inventare una cosa che si chiama pane e cioccolato”
lupoCon la pancia piena  e il viso che si stava riempiendo di orrendi brufoli, Cappuccetto Rosso arrivò finalmente a casa della Bella. Suonò al citofono ma non rispose nessuno. Così cominciò a girare intorno alla casa finchè, sotto un paio di querce, vide la sua amica beatamente sdraiata con gli occhi chiusi.

«Porca puttana, lo sapevo! Ogni giorno la stessa storia. Prima quel rompipalle di Nebbia, poi Goldrake, quello stupido di Pollicino, Hansel e Gretel che ormai so’ diventati due armadi a furia de magnà! Dopo tutte ste’ rogne arrivi alla fine co’ sta stronza che dorme e io  che come al solito devo andà a chiamà il principe! Ma almeno arrivasse il lupo e me magnasse così la famo finita!!»

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