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Faceva freddissimo lì e si vedevano solo una marea di puntini luminosi, qualcuno più grande, altri più piccoli. Un po’ di tempo fa sono passata vicina ad un pezzo di roccia un po’ più grande di me così le ho chiesto dove mi trovassi. Lei un po’ scocciata rispose che stavamo attraversando la nube di Oort. Non avevo mai sentito parlare di questo fantomatico Oort e adesso mi trovavo addirittura in casa sua. La mia speranza era che non se ne accorgesse e così decisi di guardarmi un po’ attorno per vedere dove potermi spostare. Non so quanto tempo vagai senza prendere una decisione poi un giorno chiusi gli occhi e dissi: «Appena li riapri ti dirigerai verso la prima cosa che vedi d’accordo?»
« Affare fatto!» dissi tra me e me. Così chiusi gli occhi, aspettai qualche istante e poi li aprii. Sul momento non vidi altro che oscurità, poi dopo un po’ vidi che laggiù, piccolissimo e leggermente giallognolo, c’era un puntino un po’ più grande degli altri. E così presi la mia decisione.

ison2611All’inizio pensavo che sarebbe stato facile avvicinarmi e invece più muovevo e più quel puntino sembrava inarrivabile, il tempo sembrava non passare mai e io mi chiedevo se avessi fatto la scelta giusta. A volte mi capitava di avvertire la presenza di qualcun’altro intorno a me ma era troppo buio per capire chi fosse e dove andasse. Ad un certo punto decisi di chiudere gli occhi, di lasciarli chiusi per un po’ di tempo e mi misi a pensare. Da quanto tempo io esisto, quando è che sono nata? Mi sembrava di esserci da sempre.

Un giorno, se così si può dire, decisi di socchiudere gli occhi per vedere se nel frattempo qualcosa era cambiato. Certo che era cambiato! Con mia grande sorpresa notai che quel puntino adesso era molto più grande e non sembrava più così irraggiungibile. Adesso però avrei non avrei dovuto più distrarmi, finalmente la mia esistenza sembrava avere uno scopo. Da quel momento più mi avvicinavo e più iniziavo a sentire caldo e con mia grande sorpresa vidi che quella sfera gialla non era sola: ce n’era una con degli strani colori, una arancione, un paio quasi blu ed una aveva addirittura qualcosa di strano che la circondava, sembrava una specie di trottola. E poi ce n’era una bellissima azzurra con sfumature bianche. Ma a me interessava raggiungere quella più splendente al centro delle altre.

Sole spazioIl tempo adesso sembrava scorrere più velocemente e anche il calore aumentava con la stessa rapidità. Non potevo crederci, ero partita tantissimo tempo prima da un posto completamente buio e freddo e adesso ero qui, con tanta luce e tanto calore. Un calore che però iniziava a diventare quasi fastidioso e infatti iniziai anche a sudare lasciando dietro di me una scia di vapore sempre più lunga. Iniziai a pensare di provare ad allontanarmi ma più ci provavo e più venivo attirata da lui al punto che cominciai a temere che sarei andata a sbattergli contro. E invece, per poco, riuscii a sfioralo. Ma proprio mentre era così vicina quasi da poterlo toccare iniziai a tremare tutta e qualche piccola parte di me iniziò a staccarsi. Cosa stava succedendo? La mia velocità era altissima così come il calore e le vibrazioni che scuotevano ogni parte di me. Finchè ho cominciato a frantumarmi mentre, per inerzia, stavo cominciato ad allontanarmi ma ormai io non ero più, io non esistevo più.

Forse avrei potuto sopravvivere ancora a lungo se quella volta lassù, al buio e al freddo, avessi deciso di restarmene lì, da sola. Però che senso avrebbe avuto la mia esistenza?
Così, adesso, mentre i miei occhi si stanno richiudendo per l’ultima volta, mi volto verso quel gigante di fuoco e con un filo di voce gli sussurro: «Grazie lo stesso….»

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