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Quella mattina del 1658 la madre di Isaac uscì di buon ora per andare al mercato rionale sulla rive destra del Tamigi. Purtroppo ormai il costo di frutta e ortaggi nei supermercati di Londra non era più alla portata del suo portafogli, ma d’altra parte le tempeste che avevano imperversato per tutta la primavera avevano irrimediabilmente compromesso i raccolti e la grande distribuzione si trovò obbligata ad aumentare i prezzi nel tentativo di far quadrare i bilanci.

Il caldo estivo cominciava a farsi sentire e così strada facendo pensò di acquistare, anzichè il solito cesto di mele, un anguria, frutto per il quale suo figlio andava matto. Quando il piccolo Isaac la vide tornare con quella grossa e succulenta sfera a strisce verdi le corse subito incontro, e iniziò a saltellarle intorno pregustando la polpa dolce e rossa che di lì a poco avrebbe gustato. All’ ora di cena di quell’anguria non rimase che un piccolo spicchio ed Isaac ormai sazio disse alla madre: «Mamma perchè non proviamo a mettere nell’orto un po’ di questi semi scuri?» La madre dapprima sembrò scettica, poi pensò che così facendo forse l’anno successivo avrebbe raccolto delle angurie risparmiando del prezioso denaro per far felice il suo piccolo. E così, con l’aiuto di Isaac, preparò una buca, vi pose al suo interno una piccola manciata di semi, e poi la richiuse augurandosi che tutto andasse nel migliore dei modi.

Per i successivi due anni dalla pianta purtroppo non ottennero alcun raccolto ma non si arresero e così al terzo anno finalmente comparvero i primi frutti. Su quello che ormai era divenuto un vero e proprio albero, quei frutti rotondeggianti e verdi crescevano ogni giorno di più, a dismisura, ed Isaac trascorreva interi pomeriggi sdraiato lì sotto a fantasticare sul giorno in cui avrebbe finalmente potuto mangiarli. Un giorno mentre li osservava dondolare al vento si addormentò con la testa a pochi centimetri dal robusto tronco di quell’albero che tanto adorava. Il povero Isaac non si sarebbe più svegliato. All’improvviso una folata di vento più forte delle altre fece prima ondeggiare e poi staccare uno di quelle grosse angurie che fini proprio sulla testa del piccolo uccidendolo sul colpo. La madre, che sentì quel tonfo tremendo mentre stava stendendo il bucato, corse immediatamente verso quell’albero ma ormai per Isaac non c’era più nulla da fare.

Oggi le angurie geneticamente modificate non crescono più sugli alberi e non abbiamo idea del perchè se una mela ci scivola di mano cade poi a terra, ma se andiamo sulla lapide di quello sfortunato bambino possiamo leggere distintamente le struggenti parole «Quì giace Isaac Newton, morto prematuramente perchè l’improvvida madre acquistò un’anguria anzichè delle mele»

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