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Basta, aveva deciso che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe aperto la vecchia porta di legno ormai marcio che dallo scantinato portava all’orto dietro casa.
Fin da ragazzino aveva fatto avanti e indietro per aiutare i genitori a prendersi cura di quel piccolo fazzoletto di terra, ed era grazie agli ortaggi che le mani sapienti del padre avevano saputo coltivare se erano riusciti a superare i difficili anni della crisi economica.

Adesso, per fortuna, le cose andavano migliorando e, seppur di aiuto, la sua famiglia non doveva più affidarsi ai prodotti orticoli per poter sopravvivere. La luce in fondo al tunnel era sempre più chiara e luminosa.
lattugaSì, ormai avrebbe abbandonato il piccolo orto, anche perché da qualche tempo stavano accadendo sempre più spesso cose strane. Due settimane fa era scomparsa la zappa che usava per mantenere mossa la terra vicino alle piantine di insalata. Qualche giorno dopo era stata la volta del tubo che usava per innaffiare e così aveva dovuto utilizzare il più faticoso annaffiatoio.
Infine, quando domenica mattina era sceso per togliere le erbacce dallo stretto viottolo che tagliava l’orto a metà, si accorse che i mattoni che lo delimitavano erano stati asportati dal terreno. Di loro non vi era più alcuna traccia. Era molto affezionato a quei mattoni. Li aveva sottratti di nascosto durante il periodo in cui lavorava alla fornace del paese e grazie a loro aveva anche potuto costruire il focolare e la lunga canna fumaria che correva fino al tetto.
Non sapeva spiegarsi il perché di quelle misteriose sparizioni.
Una mattina aveva addirittura visto dalla finestra del bagno al piano di sopra un merlo volare in direzione dell’orto e scomparire all’improvviso non appena oltrepassata la vecchia recinzione arrugginita. Probabilmente si era trattato solo di un illusione ottica, ma ormai gli episodi misteriosi cominciavano ad essere davvero troppi.

Poi due giorni fa, mentre stava cercando sugli scaffali della biblioteca comunale i soliti testi di giardinaggio, notò uno strano libro. Sulla copertina era raffigurata una nave arrugginita che galleggiava sul mare in tempesta ed un piccolo aeroplano immerso in nuvole scure. Sopra l’immagine si stagliava una scritta gialla: Il triangolo delle Bermuda.
Cominciò a leggerlo e non dovette arrivare nemmeno a metà per capire cosa stava succedendo all’orto dietro di casa, era tutto fin troppo chiaro.

Era il quadrato, il quadrato della lattuga.

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