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Forse non tutti sanno che fino a non molti anni fa la legge non consentiva di tenere animali da compagnia all’interno delle abitazioni in quanto si credeva che portassero carestie e pestilenze. Questa situazione rappresentava un grosso problema soprattutto per i cani, da sempre fedeli amici dell’uomo e quindi sofferenti quando la vicinanza con esso veniva a mancare. Inoltre non tutti potevano permettersi un ricovero esterno dove poterli ospitare poichè la materia prima per la realizzazione di cucce o ripari, sia essi in legno che in muratura, era molto costosa.
abbainoPer questo motivo i più coraggiosi decisero di nascondere i propri cani nelle all’interno delle loro case pur essendo consapevoli che tali comportamenti potevano essere severamente puniti con flagellazioni, linciaggi o aumento incontrollato delle aliquote IMU e TASI.
La naturale soluzione a questo tipo di rischio divenne pertanto la consuetudine di tenere i cani all’interno delle soffitte dotate di idonei sistemi di illuminazione, che consistevano in piccole torrette in muratura dalle quali potevano entrare aria e luce. Tuttavia anche questo stratagemma fallì miseramente nel momento i cui, soprattutto di notte, le ronde cittadine udivano l’abbaiare dei cani provenire dai tetti delle case. Non era raro sentirle dialogare nella notte con frasi come “Stasera in giro non c’è un cane!” “Ci credo, sono tutti in soffitta, senti come abbaiano!!”
Da allora quelle torrette emergenti dalle falde di copertura presero il nome di abbaini.

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