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Oggi cercherò di dare una risposta ad un interrogativo che da sempre è causa di discussioni e acerrime diatribe che quotidianamente sconvolgono la vita di ognuno di noi nel tentativo, finora vano, di arrivare finalmente alla verità.
Pesa di più un chilo di lana oppure un chilo di ferro?
Da sempre la cuoristà intrinseca dell’uomo verso ciò che lo
circonda lo ha portato ad indagare i misteri dell’esistenza perlustrando ogni sentiero, ogni strada percorribile che potesse condurlo al sapere.
Le scoperte tecnologiche si sono susseguite nel corso della storia ad un ritmo frenetico con una crescita esponenziale fino ai giorni nostri, in cui i mezzi che abbiamo a disposizione ci permettono di soddisfare praticamente ogni necessità di cui abbiamo bisogno. E se c’è qualcosa di cui non siamo ancora a conoscenza
basta collegarsi su Google e in pochi secondi potremmo sapere come costruire un acceleratore di particelle, che barattoli usare per conservare in frigo un bosone di Higgs e se possiamo gettare un buco nero nell’umido oppure nell’indifferenziato.
Le risorse che ci mette a disposizione il world wide web sono praticamente infinite.
L’altra mattina ad esempio avevo voglia di pane e cioccolato ma mi ero completamente dimenticato la ricetta. Ebbene, ho acceso il computer e con un paio di click eccola qua, con due semplici ingredienti mi sono preparato la colazione.
Ma non c’è solo il computer ad aiutarci nella vita di tutti i giorni. Prendete l’auto ad esempio. Saliamo a bordo e in men che non si dica possiamo raggiungere qualsiasi posto desideriamo senza fare alcuna fatica. Persino il supermercato dietro casa o il fruttivendolo appena dopo la rotonda non sono più chimere
faticose da conquistare.
Ma c’è ancora una cosa che sfugge al nostro intelletto e alla nostra comprensione.
Il fatidico e millenario dilemma sul ferro e la lana. Perché ancora non siamo riusciti a trovare una risposta?
I motivi sono molteplici. Innanzitutto bisognerebbe riuscire a calcolare la massa atomica di entrambi, cosa non facile a causa delle diverse interazioni tra protoni ed elettroni all’interno dei nuclei dei due elementi. Inoltre, per poter procedere alla pesatura, occorrerebbe trovare un ambiente completamente privo di umidità perché altrimenti la lana darebbe libero sfogo alle proprie capacità igroscopiche e il ferro verrebbe coperto di ruggine, entrambi fenomeni che altererebbero drasticamente il risultato espresso dalla bilancia.
La bilancia appunto. Al momento purtroppo non esistono bilance, ne analogiche ne elettroniche, in grado di distinguere il tipo di materiale per il quale viene richiesta la pesatura, con l’ovvia conseguenza che, con una minima distrazione,  non si potrebbe essere più in grado di capire a quale dei due materiali si riferisce il peso indicato.
Si potrebbe procedere per deduzioni, magari
misurando la profondità dell’orma lasciata sulla sabbia da  una pecora che trasporta un chilo di ferro e poi confrontarla una volta che la stessa sia stata alleggerita sia del suo fardello metallico che del manto di lanugine che la ricopre. Ma si tratterebbe evidentemente di un metodo disperatamente empirico che non ci fornirebbe alcuna garanzia in merito al risultato.
E allora? Non possiamo fare proprio nulla? Allo stato attuale delle cose no.
L’unica cosa certa è che, se ad un certo punto della storia l’uomo non si fosse messo a tosare pecore, io e voi non saremmo qui a lambiccarci il cervello, ma magari in cucina con il portatile acceso su un motore di ricerca a prepararci una gustosa merenda.

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