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Ci sono luoghi, oggetti e strade che sembrano non avere nulla in comune, in provincia o in qualche angusto ufficio regionale. Eppure un sottile e quasi impercettibile filo conduttore li unisce, ne lega origini e storie che prese singolarmente avrebbero ben poco da raccontare a chi, diversamente da noi, non viene soggiogato dal desiderio di andare fino in fondo, di cercare di capire cosa c’è sotto. Basti pensare ad una carovana di pensieri che si rincorrono, all’inizio un po’ disordinati, ma che poi con precisione quasi millimetrica vanno a formare un cerchio, scremando i particolari insignificanti e racchiudendo al loro interno un concetto unico, chiaro e lampante: Camelot, un litorale marino e strade che si incontrano.
rotondaQuante volte a bordo dei loro vascelli Re Artù e i suoi fedeli cavalieri si sono inseguiti, rincorsi come in una danza circolare sulle onde ascoltando la melodia di un disco che suonava laggiù, da qualche parte in un jukebox sulla spiaggia?
Quante volte, tirando le redini dei cavalli sotto il cofano, abbiamo avuto il Buongusto di arrestare la nostra auto in prossimità di una rotonda per lasciar passare cavallerescamente chi proveniva dalla nostra destra?
In fondo basta poco per sentirsi un Lancillotto, a prescindere che le nostre mani stringano un volante, un timone o più semplicemente i bordi colorati di un vecchio jukebox.
Ci sono luoghi, oggetti e strade che sembrano non avere nulla in comune, come i nostri sogni durante una fase rem più movimentata del solito, ma se abbiamo la forza di addentrarci nella profondità dei nostri pensieri non sarà poi così difficile coglierne la perfetta rotondità e lasciarci trasportare su quel circolo perfetto sulla cui circonferenza viaggiano le nostre vite.

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